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Ultima Scommessa

L’italia dell’ottimismo fine a se stesso e dei discorsi beceri è oramai dal 2008 che annaspa nel vortice di una profonda crisi economica sistemica. Questa stessa Italia ha osservato algidamente molte fabbriche storiche e attività familiari fallire e portare i libri in tribunale. La sola ricetta proposta si è rivelata fallimentare e prevedeva maggiore flessibilità, utilizzo smodato e a volte strumentale della cassa integrazione, esternazioni e gestione del lavoro affidato ad agenzie interinali e sospette cooperative di lavoro. A un certo punto finalmente, sono iniziate le manifestazioni di protesta nei confronti delle banche e dei consigli di amministrazione delle diverse imprese, colpevoli, secondo i lavoratori, d’investimenti azzardati e mala gestione dei capitali aziendali. Circa 1,8 milioni di Italiani si sono trovati in pochi mesi senza lavoro o in cassa integrazione. I sindacati hanno denunciato l’assenza di politiche industriali e dichiarato scioperi in ogni settore, ma la protesta non ha portato in piazza il paese reale con l’impeto che ci si sarebbe potuti aspettare. Il governo nel frattempo ha avuto una pensata geniale per stimolare l’economia: incentiviamo il gioco d’azzardo! In ogni sua variante.
Sono aumentate così esponenzialmente le sale slot ed è esploso il gioco on-line. Basti pensare che nel Maggio 2010 il giro d’affari dei giochi d’azzardo in Italia è stato di 374 milioni di euro, 12.1 milioni al giorno. Nell’ arco del 2010 lo Stato ha raccolto quasi 61 miliardi, il 3.7% del PIL. La raccolta del primo semestre del 2011 (18 miliardi di euro), conferma un trend positivo (più 17%), rispetto allo stesso periodo del 20101. La domanda è alta e la  convinzione che l’unico modo serio per risolvere i problemi economici sia affidarsi alla fortuna, sembra contagiare sempre più il bel paese. I motivi di questo cambiamento nelle aspettative di vita degli italiani paiono essere connessi alla legge del massimo risultato con il minimo sforzo, non male come idea. Nel frattempo, uomini e donne di altri paesi più poveri sono migrati in Italia per lavorare. Trovano occupazione nell’agricoltura, nell’allevamento, nell’edilizia, nel metalmeccanico, nei servizi sociali e sanitari. Lavori fondamentali che fino a pochi anni fa svolgevano gli italiani. Segno inconfutabile che l’integrazione possibile tra culture non è una scelta ma una necessità. Che siano loro l’ultima scommessa per l’Italia?

THE LAST BET

The Italy of optimism as an end in itself and vulgar speeches has fallen into a vortex of a profound systematic economic crisis since 2008. This same Italy has coldly seen many historical factories and family activities go bankrupt and bring their books to the courtroom. The only formula that was proposed revealed its failure: it foresaw an increase in flexibility, excessive and sometimes instrumental use of redundancy funds, externalization and work management entrusted to temporary employment agencies and suspect work cooperative societies. Finally demonstrations broke out against the banks and the board of directors of various companies. In fact according to workers they are guilty of risky investments and bad capital management. About 1.8 million Italians found themselves without a job or receiving a redundancy fund in a few months. The unions reported the absence of political industrialists and declared a strike in every sector, but the protest didn’t bring the real country to the piazza with the expected enthusiasm that was expected. In the meantime the government came up with a genial idea to stimulate economy: encouraging the gambling in every variation.
Therefore slot machine rooms increased exponentially and on-line gambling exploded. In May 2010 the gambling business in Italy amounted to 374 million Euros, 12.1 million a day. In the space of 2010 the state gathered almost 61 billion Euros, tantamount to 3.7% of GDP. The raising of the first semester of 2011 (18 million Euros), confirms a positive trend (more than 17%), with compared with the same period in 2010. The high demand high and the conviction that the only way to resolve the economic problems is to trust to luck, seem to infect more and more the “bel paese”. The reasons changing the Italians life expectancy seem to be connected to the law of maximum result with minimum effort, not a bad idea at all. In the meantime men and women from poorer countries migrated to Italy looking for a job. They find an employment in farming, in building industry, in engineering industry and in social and sanitary services, essential labours done by Italian people up to a few years ago. This is an unquestionable sign that cultural integration is not only possible but above all necessary, not a simple choice. What if they were Italy last bet?